
El extraordinario documental de la BBC cuenta la historia de la memorable carrera de Luciano Pavarotti a través de los ojos de algunos de sus colegas y de las arias que le hicieron famoso. Usando abundante material documental y entrevistas de los archivos de la BBC, este documental es un acercamiento profundo al cantante de ópera más famoso de los tiempos modernos.
Entrevistas con Joan Sutherland, Plácido Domingo, José Carreras Montserrat Caballé, Juan Diego Flórez, Renata Scotto y otros। Se interpretarán arias destacadas de "La Bohème", "La Fille du Regiment", L'Elisir d'Amore, Rigoletto, Tosca,Turandot además de Panis Angelicus y el Ingemisco. También se incluyen extensas grabaciones históricas desconocidas grabadas en el MET y en otros teatros de Ópera del mundo.

Luciano Pavarotti, the Italian singer whose ringing, pristine sound set a standard for operatic tenors of the postwar era, died on Sept. 6, 2007. He was 71.
The cause was pancreatic cancer. In July 2006 he underwent surgery for the cancer in New York and had made no public appearances since then. He was hospitalized again this summer and released on Aug. 25.
Like Enrico Caruso and Jenny Lind before him, Mr. Pavarotti extended his presence far beyond the limits of Italian opera. He became a titan of pop culture. Millions saw him on television and found in his expansive personality, childlike charm and generous figure a link to an art form with which many had only a glancing familiarity.
Early in his career and into the 1970s he devoted himself with single-mindedness to his serious opera and recital career, quickly establishing his rich sound as the great male operatic voice of his generation -- the "King of the High Cs," as his popular nickname had it.
By the 1980s he expanded his franchise exponentially with the Three Tenors projects, in which he shared the stage with Plácido Domingo and José Carreras, first in concerts associated with the World Cup and later in world tours. Most critics agreed that it was Mr. Pavarotti's charisma that made the collaboration such a success. The Three Tenors phenomenon only broadened his already huge audience and sold millions of recordings and videos.
And in the early 1990s he began staging Pavarotti and Friends charity concerts, performing side by side with rock stars like Elton John, Sting and Bono and making recordings from these shows.
Throughout these years, despite his busy and vocally demanding schedule, his voice remained in unusually good condition well into middle age.
Luciano Pavarotti
(Vic DeLucia/ The New York Times)
Luciano Pavarotti, the Italian singer whose ringing,
pristine sound set a standard for operatic tenors of the postwar era,
died on Sept. 6, 2007. He was 71.
The cause was pancreatic cancer.
In July 2006 he underwent surgery
for the cancer in New York and had made no public
appearances since then.
He was hospitalized again this summer and released on Aug. 25.
Like Enrico Caruso and Jenny Lind before him,
Mr. Pavarotti extended his presence far
beyond the limits of Italian opera.
He became a titan of pop culture.
Millions saw him on television and found
in his expansive personality,
childlike charm and generous figure a link to
an art form with which many had only a glancing familiarity.
Early in his career and into the 1970s
he devoted himself with single-mindedness to
his serious opera and recital career,
quickly establishing his rich sound as the great male
operatic voice of his generation -- the "King of the High Cs,
" as his popular nickname had it.
By the 1980s he expanded his franchise exponentially
with the Three Tenors projects, in which he shared
the stage with Plácido Domingo and José Carreras,
first in concerts associated with the World Cup and later in world tours.
Most critics agreed that it was Mr.
Pavarotti's charisma that made the collaboration such a success.
The Three Tenors phenomenon only broadened
his already huge audience and sold millions of recordings and videos.
And in the early 1990s he began staging
Pavarotti and Friends charity concerts, performing side by side
with rock stars like Elton John, Sting and Bono
and making recordings from these shows.
Throughout these years, despite his busy and
vocally demanding schedule, his voice remained
in unusually good condition well into middle age.





Nel 1993 conosce casualmente, durante la manifestazione ippica Pavarotti International, la giovane studentessa di Scienze Naturali, Nicoletta Mantovani, di 34 anni più giovane di lui, e le offre un lavoro da segretaria, per poi farne una vera e propria organizzatrice di molti eventi a lui collegati, a cominciare dal Pavarotti & Friends. La storia d'amore fra Pavarotti e la Mantovani fa scoppiare un vero e proprio scandalo, che culmina con un divorzio miliardario di Pavarotti dalla prima moglie e madre delle sue figlie, Adua Veroni

Dal 1992 al 2003 ha tenuto a Modena dei concerti a cadenza quasi annuale a scopo benefico. Si chiamavano Pavarotti & Friends e riunivano sul palco i più famosi artisti della scena musicale pop italiana ed internazionale, chiamati a duetti con il tenore fra i quali Bono Vox degli U2, Sting, Renato Zero, Brian May e Roger Meddows-Taylor dei Queen, Elisa, Laura Pausini, Giorgia, Zucchero, Andrea Bocelli, Spice Girls, Luciano Ligabue, Elton John, Celine Dion, Eros Ramazzotti, Brian Adams, Stevie Wonder, Anastacia, Mariah Carey, Pino Daniele. Grazie al Pavarotti & Friends oltre 100 cantanti hanno potuto duettare con il Maestro.

Il 7 luglio 1990, in occasione della finale del campionato
del mondo di calcio
svoltasi a Roma, i «Tre Tenori» Luciano Pavarotti,
José Carreras e Placido Domingo tennero
un concerto alle Terme di Caracalla,
diretti dal maestro indiano Zubin Mehta.
L’orchestra di 180 elementi era
un ensemble di professori provenienti dalle orchestre
del Teatro dell’Opera di Roma
e dell'orchestra del «Maggio Fiorentino».
Il successo si preannunciava clamoroso:
furono richiesti per l'evento più di 200.000
biglietti sebbene le Terme di Caracalla avessero
una capienza di circa 6.000 posti.
I «Tre Tenori» cantarono in modo magistrale
arie liriche tratte da opere famose,
ma anche brani provenienti dal repertorio
musicale di tutto il mondo (Cielito lindo,
Oci Ciornie, la vie en rose, Memory, Amapola,
Torna a Surriento, ‘O sole mio, Core 'ngrato).
Dopo tale evento i tre grandi artisti
hanno cantato ancora insieme in numerose
altre occasioni; tra le più importanti si ricordano
i concerti del 17 luglio 1994 a Los Angeles
(finale del campionato mondiale di calcio USA '94;
durante tale esibizione, poiché
fra gli spettatori vi erano Frank Sinatra e Gene Kelly,
i tre tenori dedicarono loro My Way e Singin' in the rain);
nel 1998 si esibirono a Parigi (Francia ’98);
nel 2002 a Yokohama (Giappone-Corea '02).
Luciano Pavarotti ha ricevuto i Kennedy
Center Honors nel 2001.
L'exploit arriva il 17 febbraio 1972, al Metropolitan Opera di New York, dove in occasione dell'esecuzione dell'opera sopracitata esegue nove Do di petto, difficilissimi da emettere a voce piena, in maniera sciolta e naturale nell'aria "A mes amìs". Riceve una standing ovation senza precedenti che lo chiama al sipario per ben 17 volte, un record finora imbattuto.

Il 29 aprile 1960 ottenne la sua consacrazione artistica salendo sul palcoscenico del teatro dell'opera diReggio Emilia per interpretare il ruolo di Rodolfo ne La Bohème di Puccini, diretta da Francesco Molinari Pradelli.
Per ammissione dello stesso tenore, l'opera pucciniana è rimasta quella più rappresentativa del suorepertorio, tanto che Rodolfo sarebbe divenuto nel corso della sua carriera una sorta di suo alter-ego sul palco.
Sempre al 1961 risalgono anche il primo riconoscimento personale - nel concorso internazionale Achille Peri - e il matrimonio con Adua Veroni, con la quale era fidanzato da 8 anni.
La messa in scena de La Bohème fu riproposta in diverse città d'Italia ed ebbe addirittura alcune richieste all'estero; Pavarotti interpretava inoltre il ruolo delDuca di Mantova nel Rigoletto, a Carpi, aBrescia e al Teatro Massimo di Palermo, dove, sotto la direzione del maestro Tullio Serafin, ottenne un buon successo e consacrò la sua figura di tenore in tuttaItalia.
I loggioni stranieri [modifica]
Consolidata ormai la sua fama in patria, il passo successivo fu l'avvicinamento all'estero; nonostante qualche richiesta nei primi anni '60, il tenore fuori d'Italiaera ancora poco conosciuto e difficilmente riceveva menzioni da critici.
La svolta arrivò di nuovo con La Bohème, che gli permise di mostrarsi al pubblicoInglese. Pavarotti ebbe molte richieste per delle repliche dell'opera Puccinianaalla Royal Opera House di Covent Garden, a Londra, prima dell'arrivo diGiuseppe Di Stefano, ma a causa di un'improvvisa malattia del tenore sicilianofu costretto a sostituirlo (era il 1963) nella parte di Rodolfo. Lo rimpiazzò in teatro e anche al Sunday Night at the Palladium, un noto spettacolo televisivo inglese seguito da più di 15 milioni di telespettatori, il mezzo perfetto per affermarsi sulla scena mondiale.
Le prime incisioni dell'artista vennero presentate da li a poco, per la casa discografica Decca Records, poco prima che egli venisse avvicinato dal giovane direttore d'orchestra Richard Bonynge, il quale gli richiese di esibirsi a fianco alla moglie, Joan Sutherland.
Con questo soprano, nel 1965, mise piede per la prima volta negli Stati Uniti, a Miami, dove ricoprì il ruolo di Edgardo nella Lucia di Lammermoor di Donizetti sotto la direzione dello stesso Bonynge. La Sutherland lo accompagnò successivamente ne La sonnambula di Bellini alla Royal Opera House diCovent Garden e ne La traviata di Verdi.

Il padre Fernando (1912 - 2002), fornaio nell'esercito, era un cantante amatoriale nella «Corale Gioachino Rossini» [3] di Modena e trasmise al figlio la passione per l'opera lirica, trovando nel giovane altrettanto interesse.
Il giovane Pavarotti decise di non intraprendere fin da subito una carriera musicale vera e propria, evitando così il conservatorio di musica. Per un lungo periodo invece dedicò i suoi studi all'insegnamento, per diventare un maestro di educazione fisica ed insegnare in seguito alle scuole elementari per due anni, dopo essersi iscritto nell'istituto magistrale di Modena (la stessa scuola frequentata anche da Francesco Guccini).
Pur proseguendo la sua carriera nell'insegnamento, non aveva abbandonato gli studi di canto con il tenore Arrigo Pola (di cui manterrà canoni e principi nella sua futura carriera) e alla partenza di quello per il Giappone, tre anni dopo, proseguì la sua preparazione con il maestro Ettore Campogalliani, con il quale perfezionò la tecnica del fraseggio e della concentrazione. Per sua stessa ammissione, i due sono restati per sempre i suoi unici e onorati maestri.
Negli anni successivi, entrato a pieno regime nel mondo della lirica e sempre continuando i suoi studi canori, il giovane tenore ottenne un primo successo musicale in una delle sue esibizioni con il padre inGalles, nel corso del festival di Llangollen dove si aggiudicò il primo premio.

Nato a Modena il 12 ottobre del 1935, Luciano Pavarotti si avvicina molto presto alla musica e al bel canto grazie al padre Fernando, tenore dilettante nella "Corale Gioacchino Rossini". Pur entrando a far parte della formazione corale, Luciano non intraprende subito la carriera musicale e, ottenuto il diploma all'Istituto magistrale di Modena, inizia ad insegnare nelle scuole elementari. Contemporaneamente continua gli studi di canto con il tenore Arrigo Pola e il maestro Ettore Campogalliani. Risale a questo periodo l'incontro con Mirella Freni, con la quale stringe un duraturo sodalizio artistico.
La consacrazione arriva nel 1961, quando il ventiseienne Luciano vince il Concorso internazionale di Reggio Emilia, dove debutta come Rodolfo in "La Bohème" di Puccini, destinata a diventare l'opera a lui più congeniale, cui si aggiungono presto altri due titoli capitali della sua brillantissima carriera, "L'Elisir d'amore" di Donizetti e "Un ballo in maschera" di Verdi.
La sua voce estesa di tenore chiaro, unica per morbidezza, lucentezza e perfezione tecnica, unita ad innate doti comunicative, gli apre le porte dei più grandi teatri del mondo.
Nel 1965 il suo esordio alla Scala sempre in "La Bohème" con Mirella Freni e Karajan è un trionfo.
Il 17 febbraio 1972, al Metropolitan Opera di New York, Pavarotti interpreta "La Figlia del Reggimento" ed entra nella leggenda: per la prima volta un tenore interpreta a voce a piena i nove do dell'aria "Pour mon âme, quel destin!", scritta da Donizetti per essere cantata in falsetto. Il pubblico va in visibilio, il tenore riceve 17 chiamate ed ovazioni al sipario.
La prestigiosa etichetta musicale Decca gli propone le prime incisioni, inaugurando così la favolosa produzione discografica pavarottiana.
Negli anni Settanta continua l'ascesa del cantante in un susseguirsi di incisioni, interpretazioni e ovazioni sui palchi di tutto il mondo e con i più famosi direttori d'orchestra. Nasce il mito, anche popolare, di Pavarotti, un mito fondato sulle sue indiscutibili doti vocali che si sono espresse al meglio in un repertorio ben calibrato di ruoli lirico-leggeri soprattutto donizettiani e belliniani.
In seguito al successo mondiale in campo operistico, il tenore ha esteso le sue esibizioni al di fuori dallo stretto ambito del teatro, organizzando recitals in piazze, parchi che hanno visto la partecipazione di migliaia di persone. Un esito clamoroso di questo tipo di manifestazioni si ha nel 1980, al Central Park di New York, per una rappresentazione del "Rigoletto" in forma di concerto, che vede la presenza di oltre 200.000 persone. Fonda il concorso "Pavarotti International Voice Competition", che dal 1981 si svolge ogni tre o quattro anni a Philadelphia per volontà del maestro.
La fine degli anni Ottanta e gli anni Novanta vedono Pavarotti impegnato in grandi concerti e grandi recite internazionali. Nel 1990, insieme a José Carreras e Placido Domingo, il maestro dà vita a "I Tre Tenori", un fenomeno musicale che assicura esiti, in termini di ascolto e di vendite, altissimi. Nel 1991 Luciano Pavarotti seduce oltre 250 mila persone con un grande concerto a Hyde Park di Londra che diviene un evento mediatico, trasmesso dal vivo in televisione in Europa e negli Stati Uniti. Il successo dell'iniziativa londinese si ripete nel 1993 al Central Park di New York, dove approda una folla di mezzo milione di spettatori.
Grazie ad una popolarità sempre più diffusa, Pavarotti ha intrapreso una carriera all'insegna della contaminazione dei generi, organizzando concerti di grande richiamo come il "Pavarotti & Friends", in cui il maestro invita artisti di fama mondiale del pop e del rock per raccogliere fondi a favore di organizzazioni umanitarie internazionali.
Nel 1993 riprende "I Lombardi alla prima crociata", al Metropolitan di New York, un'opera che non interpreta dal 1969, festeggiando in tal modo i primi venticinque anni di carriera al MET.
Nel 1995 Pavarotti compie una lunga tournée sudamericana che lo porta in Cile, Perù, Uruguay e Messico. Mentre nel 1996 debutta con "Andrea Chénier" al Metropolitan di New York e canta in coppia con Mirella Freni alle celebrazioni torinesi per il centenario dell'opera "La Bohéme". Nel 1997 riprende "Turandot" al Metropolitan, nel 2000 canta all'Opera di Roma per il centenario di "Tosca" e nel 2001, sempre al Metropolitan, riporta in scena "Aida".
Scompare a Modena il 6 settembre 2007 dopo una lunga malattia: il 5 settembre aveva ricevuto il premio per l'Eccellenza nella cultura, assegnato dal Ministero dei Beni culturali.
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